II territorio
II toponimo Bagaladi deriva, secondo Padre Famigliari, dal turco beghe = terreno e dal greco lade = ulivo, e secondo un'altra interpretazione dovuta a Francesco Nucera dal neogreco aladi = olio e dalla volgarizzazione del latino val(lis) = valle. Ma al di là dell'origine etimologica del termine, tutte le interpretazioni sono univoche a dare al toponimo un riferimento alla coltura principale presente nella zona e cioè quella dell’ulivo.
Il territorio bagaladese si estende da quota 400 a oltre 1300 m s.lm. e presenta un paesaggio molto vario cha va dai rigogliosi uliveti della fascia collinare ai fitti boschi di castagno e faggio della zona montana. Le due zone, quella collinare e quella montana, sono divise da un ampio pianoro coltivato a cereali. A est, il territorio confina con il Torrente Tuccio, ricco d’acqua e vegetazione oltre che di tracce di antichi mulini ad acqua e piccole masserizie.
coltura dell’ulivo sia arrivata proprio dalla Grecia o Medio Oriente a
seguito delle continue migrazioni che si sono avute nel periodo classico e, successivamente, col monachesimo basiliano.
Oggi il paese conta circa 1300 abitanti ed è un vivace centro dell’entroterra aspromontano,
rientra nel Parco Nazionale d’Aspromonte ed è inserito nell’Area Grecanica.
Del passato, a causa di terremoti ed alluvioni, sono rimaste poche tracce. Alcune di queste sono visibili nella Chiesa parrocchiale che conserva un pregevole gruppo marmoreo dell’Annunciazione attribuito ad Antonello Gagini ed una croce marmorea di fattura bizantina ambedue del 1500.


