Il frantoio Jacopino di Bagaladi
Alla fine dell’Ottocento, a Bagaladi, la presenza della famiglia Jacopino, formata uomini dotati di grandi capacità imprenditoriali, fu determinante a dare peso operativo e concreta applicazione all’innovazione tecnica che da diversi anni si stava attuando in tutta la Calabria. Ciò avvenne grazie alla costruzione di un frantoio, finanziato in parte dal barone Mantica, a cui vennero applicate le innovazioni tecnologiche contenute nel trattato del Marchese Grimaldi ( sostituzione della forza animale con la forza idraulica), introducendo, così, un sistema semi industriale nel processo di estrazione dell’olio.Tale sistema, nel corso degli anni fu imitato da altri tre frantoi: il frantoio Rossi, posto a monte dell’abitato di Bagaladi, il frantoio Mafrica , posto tra gli uliveti di fronte a Bagaladi, nel Comune di San Lorenzo e un altro frantoio posto nella frazione Luciano sempre del Comune di San Lorenzo.
La struttura era ed è dotata di due frantoi distinti; uno al piano inferiore, l’altro al piano superiore. Il frantoio inferiore era destinato all’estrazione dell’olio dalle olive conferite dai piccoli proprietari terrieri.
Il frantoio superiore, invece, era riservato esclusivamente alla lavorazione delle olive conferite dal barone e dalla famiglia Iacopino dove si prestava molta attenzione alla qualità dell’olio.
Il frantoio, fino agli anni Cinquanta, grazie alla ruota persiana o idraulica, ha funzionato grazie alla forza motrice dell’acqua. Successivamente, con l’introduzione delle macchine industriali ad energia elettrica, il sistema idraulico venne abbandonato e si passò al sistema elettrico. Negli anni ’70 il frantoio venne definitivamente chiuso.
Nel trentennio di chiusura l’edificio cadde completamente in rovina. Dopo anni di abbandono e di incuria, l’edificio diventa proprietà del Parco Nazionale d’Aspromonte che lo ristruttura e lo destina a Porta di Accesso al Parco.
Nel restauro, oltre alla parte muraria, vengono ripristinati tutti i meccanismi del vecchio frantoio ad acqua. Grazie a questi restauri il frantoio, oggi, risulta perfettamente funzionante.


